"IL
GIORNALE DI VICENZA" -
Mercoledì 6 Giugno 2001
LE MOSTRE/ A Recoaro Terme (VI)
LA FOTOGRAFIA
RACCONTA I VERSI
Le immagini di
Umberto Cornale per la poesia
di Marina Ivanovna Cvetaeva
Il fotografo
Umberto Cornale è protagonista
d’arte di questo inizio di stagione termale a Recoaro. Nel ristrutturato salone
dell’ex albergo Centrale, fino al 10 giugno, è esposta una sequenza di foto che
portano a scoprire ed apprezzare il valore letterario della scrittrice e
poetessa russa Marina Ivanovna Cvetaeva (1892-1941). Alla presenza di numerose
persone provenienti anche da fuori provincia, il gruppo Recoarte (ideatore
dell’iniziativa) ha spalancato le porte ad un racconto realizzato con le
immagini di
Umberto Cornale
e dai simboli allestiti da
Luciana Cornale e Denis Rasia. L’atmosfera è stata pregna delle
musiche della concertista e virtuosa dello zymbaly, Svetlana Skorobogataia, e in
questo contesto le parole della prof. Flavia Paoli, presidente del Comitato
biblioteca civica, hanno introdotto una visita che ha affascinato il pubblico
con la forza delle immagini e la dirompenza dei simboli. Il percorso è
contrassegnato da accurate didascalie fatte da frammenti di testi della Cvetaeva
e di Pasternak, tracciati con grafia preziosa e antica su leggeri drappi di
stoffa bianca. E tutto intorno il bianco, che ha anche un notevole forza nelle
foto di Umberto Cornale.
"La Finestra. Racconto in
sequenza fotografica", questo è il titolo che
Umberto Cornale
ha voluto per la sua mostra, ispirato
a questi versi della Cvetaeva: Una metà della finestra s’è spalancata./ Una
metà dell’anima s’è mostrata./ Su, apriamo anche l’altra metà,/ anche l’altra
metà della finestra! "È certo un titolo d’effetto - ha esordito la prof.
Paoli, rivolgendosi al pubblico convenuto per l’inaugurazione - ma che poco ci
svela sul suo contenuto. Anche questa è una finestra aperta sul mondo, ma un
mondo interiore: il mondo dell’anima di Marina Cvetaeva, la poetessa russa che
nella sua breve e tragica esistenza ci ha regalato capolavori ineguagliabili. E
il racconto? è il racconto della sua poesia". All’autore,
Umberto Cornale,
riconosce il coraggio e l’umiltà con cui si è accinto a questo lavoro: "Il
coraggio di misurarsi con un gigante della poesia, una donna che andava
inesorabilmente all’essenza della vita senza compromessi e tentennamenti, e
l’umiltà di fermarsi, appunto, alla finestra, di non pretendere di penetrare ed
esaurire un animo così complesso e profondo". Con il "racconto in sequenza
fotografica", l’autore non cerca di descrivere l’animo di Marina Cvetaeva,
semplicemente i due si incontrano nella comune sensibilità musicale. Cornale ne
riconosce suoni e cadenze e il suono filtrato dalla poesia si trasforma ancora
in immagine. "Nel percorso che il nostro artista ci invita a compiere - ha
precisato ulteriormente Flavia Paoli - nulla è lasciato al caso, tutto invita a
perdersi nel racconto per ritrovarsi arricchiti, con la certezza di esserci
avvicinati a ciò che veramente conta. La disposizione stessa delle sequenze non
è dettata da criteri puramente estetici, per accontentare la nostra esigenza di
bello, ma indica delle tappe, delle stazioni. È il senso del tempo che l’artista
intende dare alla sua opera, il ritmo del suo lavoro: è lo spartito che ci
aiuterà a seguire la musica, l’anima delle immagini". "Le fotografie - ha
concluso la prof. Paoli - ci mostrano persone e luoghi che forse conosciamo -
spesso sono Recoaro e la sua gente gli strumenti dell’autore - scoprendone,
però, una profondità che ci era sfuggita, richiamando mondi che non abbiamo mai
visto, ma che sono dentro di noi, come la tundra siberiana, come la vita e la
morte. Credo che il modo migliore di visitare la mostra sia leggere con amore i
suggerimenti poetici della Cvetaeva, lasciarsi catturare dalle immagini, sentire
la musica che ne promana e diventare partecipi della magia del momento. Seguiamo
il cerchio incantato del sentimento e la freccia del pensiero, loro ci
guideranno attraverso l’animo di Marina Cvetaeva e di
Umberto Cornale".
In quei vani dell’ex albergo Centrale, dove da molte stagioni si organizzano
appuntamenti d’arte, di intrattenimento, di tradizione e di cultura c’è la
condizione più suggestiva di un nuovo incontro tra la poesia e la fotografia.
Luigi Centomo